…Il Fujian, Anxi, WuyiShan, il Tifone e quei “vai a Chiavà, eh?”

Dopo le “missioni” in Yunnan del sud per il Pu’er, e nello Zhejiang, sul West Lake (Xi Hu) per il celebre Long Jing Shifeng, mi appresto ad una nuova esperienza: Il Fujien.
Partecipare ai raccolti nel Wuyishan sarà una esperienza fantastica. Vivere con i contadini, partecipare alla produzione e comprendere le cultivar è davvero gratificante. Secoli di tradizione che si racchiudono, trovano sintesi finalmente in una tazza. O meglio, in un Gaiwan.
Il WuYishan, al nord del Fujian, è una riserva naturale partimonio Unesco. I tè Wulong prodotti, o almeno, quelli piu pregiati prodotti in queste zone vengono chiamati YAN CHA (tè di roccia).
Data la conformazione geologica e geografica, le piante di questi tè crescono appunto in aree più rocciose, piu minerali. Poi, La difficoltà di raccolta, le diverse cultivar e lavorazioni diverse e complesse rendono gli YanCha probabilmente i tè piu ricercati ed anche i più contraffatti.
Non mi fido della grande distribuzione del tè in europa. Escludendo rarissimi casi, il tè importato dalle grandi case non è realmente quello che dicono di vendere. Ovvero, non rispecchia quelle indicazioni tipiche e di provenienza relative proprio a quel tè. In alcuni casi manca totalmente indicazione di raccolto e di Giardino. Ed ecco spiegato il LongJing (il te verde piu famoso) venduto 4 euro 100 grammi. O un Taiwan Wulong Fancy (?) a 5 euro. Poi, grandi quantitativi di tè viaggiano esclusivamente via Mare. Immaginate, Tonnellate di tè 40/45 giorni in enormi container sotto al sole in mezzo all’oceano. Immaginate di trovarvi davanti ad un taurasi, senza indicazione tipica di qualià, senza indicazione della vandemmia, senza indicazione della cantina. Il tutto a 5 euro. Che fate, lo comprate?
Il fujien, dicevamo. Regione meridionale cinese, produce una varietà “estrema” di tè: dai wulong di roccia, i celebri Yan Cha; i te bianchi, nelle zone di Zheng He e Fuding, Il Lapsang Souchong, quello affumicato ed il Tie Guan Yin, nell’Anxi.
Alcune aree sono addirittura interdette agli stranieri: non aree militari, ma aree di produzione di tè!


Un amico che mi porterà nell’Anxi, per uno studio a Raccolto fermo sul TieGuanYin stamattina mi ha mandato un messaggio, con una bella foto.

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Un Bel Tifone! Di quelli potenti potenti! Arrivera a Xiamen il 23 ottobre.


 

Quando ero ancora UnionGraphics, Gaetano (Gravina) una volta, mi parlò (non ricordo se esperienza sua personale o di un suo amico) di quello che si ascolta sugli aerei dei vari voli verso Cuba, Filippine, America del sud e così via. Cose tipo le quattordicenni, le quindicenni, fanno questo, fanno quello, li è un paradiso, con 10 dollari etc etc.

Insomma, una vergogna umana.

La stessa cosa mi è capitata di ascoltarla al  Chek Lap Kok, L’aereoporto internazionale di Hong Kong, mentre aspettavamo una coincidenza.

Adesso, non mi interessa fare il moralista.

Però mi è capitato di raccontare della mia partenza anche a persone amiche e a qualche cliente.

E vi giuro, ad un certo punto, puntuale: “ma li si….chiava?”

Adesso, in primo luogo, questo criterio da conquistadores che abbiamo nel nostro patrimonio genetico, è una vergogna. Noi occidentali sappiamo tutto, quello che è giusto e quello che è sbagliato. Ma che si mangiano, ma come fanno e stronzate del genere.

Amo le diversità, le differenze. Amo le metropolitane piene di genti diverse. Amo scendere da piazza Mazzini a Piazza Dante e sentire il profumo della Genovese mischiato con quello del curry dei cingalesi. Amo i supermarket con i barattoli con le etichette colorate incomprensibili, i pani strani e le spezie.

Il viaggio è crescita. Il viaggio è vita. La scoperta è Vita.

Anyway, non ho mai “chiavato” durante questi viaggi. Ma sicuramente mi sono perso in alcuni occhi ed un paio di sorrisi.

Ma era solo un viaggio.

g.x

 

 

 

 

 

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2 thoughts on “…Il Fujian, Anxi, WuyiShan, il Tifone e quei “vai a Chiavà, eh?”

  1. E 45 gg via mare sono ancora pochi: aggiungiamo il viaggio dalle piantagioni allo spedizioniere, il fatto che vengano fatti lotti di tonnellate prima di essere spediti (immaginate lo stoccaggio nella Cina interna e portuale!), poi l’arrivo in Europa e un nuovo stoccaggio pre-vendita, poi una prima distribuzione nei vari paesi e un nuovo stoccaggio, e solo allora l’arrivo in negozio, anche due anni dopo il raccolto, dove ancora verrà conservato in condizioni spesso insufficienti (del resto a che serve? Ormai non ha già niente a che fare con l’originale) prima di essere venduto.
    Postilla: ho sentito e visto storie incredibili, di tè di qualità rubati e sostituiti in ogni anello della catena produttiva e distributiva, dall’albero ai trasporti .. per questo fai un viaggio doveroso!
    Divertiti, ti seguo da Pechino!

    1. Ciao Lorenzo, scusami se rispondo solo ora!
      Sei stato piu chiaro e diretto di me!
      Durante l’ultimo viaggio ho preso tantissimi campioni, ed in uno di questi giri/visite ad un fornitore/produttore avevo chiesto ad un ragazzo (aiutante) di farmi un unico Box/Scatolo di tutti i campioni (anche con quelli presi in precedenza). Ad un certo punto, dopo che il titolare ed il ragazzo si sono detti qualcosa, mi sono insospettito e sono andato a vedere. Ho trovato il ragazzo di cui sopra che mi stava “scamazzando” tutti gli altri campioni (le bustine alluminate da 8 grammi), in modo da farmi trovare tutte le foglie rotte.
      Mentre, a XIHU, proprio vicino shifeng, avevo provato il LongJing Pqm e volevo acquistarne mezzo chilo. Dopo avere fatto quattro degustazioni faccio la mia scelta. Ed ovviamente prendo il piu pregiato. Cosa fanno loro? Mi confezionano il tè non in mia presenza. Ovviamente mi faccio afferrare per pazzo e pretendo il riconfezionamento davanti a me. Ed ovviamente mi avevano dato la schifezza dei LongJing.
      Ora però sta succedendo un fatto curioso, ma normale secondo me. La mia Pagina Facebook dopo questo ultimo viaggio è stata presa d’assalto. E molti dei miei contatti sono risaliti ai miei contatti in cina, per me non c’è niente di male, sia chiaro. Però gli amici cinesi mi scrivono cose tipo “Ma sono negozi? Perchè vogliono i Samples, poi comprano?”. Insomma, cose all’italiana.
      Per il resto sto lavorando alla base di quel progetto di cui ti dissi (quello segreto :). A breve ti mando info!
      Saluti e buon lavoro!

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