tea, nomenclatura

Nomenclatura e NomenKlatura, differenze ed importanza nella scelta di un “tea”. E la Geisha con una confusione in testa incredibile!

Può capitare, diverse volte, che per un periodo una persona ha tante idee, ma talmente tante che poi riesce a concludere poco ovvero non ha più tempo per altre. Ed è quello che mi è capitato con il blog. Nonostante lo studio, la ricerca ed altre tante cose, non ho avuto tempo per scrivere o aggiornare il blog. Poco Male, eccomi.

Quando al’inizio, circa 10 anni fa, mi sono avvicinato al mondo del tè, la situazione era ben diversa. L’importante era nero,  o al massimo, verde. Ed ovviamente lo sfuso era una rarità estrema, e soprattutto, gli importatori erano (e sono) sempre gli stessi. Bisogna fare una piccola distinzione: Importatori e Rivenditori. In Europa il mercato del tè è soprattutto Tedesco: le più importanti ditte sono in Germania, (Amburgo è la capitale europea del te e del caffè). Inutile anche chiedersi il perchè: basta pensare in che condizioni ridicole si trova il nostro comparto dogane: ignoranza, menefreghismo, infrastrutture ridicole, burocrazia infinita. Un famoso produttore cinese dello yunnan ha preferito non spedire la merce perchè la riuscita della consegna dipende esclusivamente dal “Mood” dei Doganieri.

Ora, se vi è mai capitato di vedere un catalogo (di tè ovviamente) è raro trovare specifiche relative ad un tè naturale, la Nomeclatura è cosa rara. Un te verde dello yunnan sarà chiamato Yunnan Vert, un Puerh semplicemente Puerh e un Long Jing semplicemente Long Jing. Senza alcuna Specifica, Grado, raccolto e soprattutto, zona o area di Produzione. Ovviamente sto parlando dei cataloghi degli Importatori e rivenditori, Online è molto più semplice e chiaro.

Ma per voi, è importante? Vi interessa sapere cosa state bevendo e soprattutto, cosa è stato raccolto? Come è possibile pagare un tè 3/4 euro 100 grammi? Ragioniamo un attimo. Se io ho un negozio compro 100 grammi di tè pagandoli circa 1,5 euro. Ora, probabilmente questo tè io l’ho acquistato da un rivenditore Italiano. Lo chiamiamo Tea X. Ora, questo rivenditore, lo avrà probabilmente acquistato da un importatore tedesco, Tee Y pagandolo, sulle grandi quantità, circa 0,50/0,75 euro ogni 100 grammi. Di conseguenza questo fantastico tè viene venduto, nella migliore delle ipotesi, 7 euro al kilo. Ora però, aggiungiamo i vari costi all’origine: I costi del Raccolto, I costi della lavorazione, I costi del confezionamento, ed i costi della spedizione. I costi del Dazio…etc etc etc. In poche parole, questo tè ha un costo all’origine, ovvero fino all’uscio della ditta cinese o indiana o ceylon circa 2/3 euro al kilo. Vi sembra Possibile? Si, lo è.

Allora parliamo o di supersfruttamento o di tè di bassissima qualità e grado. O, Probabilmente, di tutte e due le cose.

Come possiamo evitare questo? Semplice, con la Nomenclatura.

La nomenclatura è un sistema di denominazione di oggetti, procedure o principi in una data categoria. Ovvero, dobbiamo sapere e soprattutto, chiedere cosa state acquistare, anzi, cosa state per Bere! Tralasciando i Darjeeling, (qui trovate specifiche chiare sia sull’aspetto commerciale che botanico), quando acquistiamo per esempio un te bianco, cosa dobbiamo chiedere o aspettarci? Solitamente in negozio funziona così:

Ho letto su una rivista che il tè bianco è il migliore, lo prende anche mia cognata, me ne da un pò?

Ora, normalmente uno dovrebbe prendere il barattolo di te bianco e vendere. Funziona così. Piu o meno.

Ma cosi non ci piace. Cerchiamo di avere più informazioni possibili, cercando anche di capire il grado di preparazione e di esperienza del possibile acquirente. Non è costume cercare di vendere il Bai Hao Yin Zhen ad una persona che ne capisce poco, si cerca di partire ovviamente con un Bai Mu Dan. Il gusto va formato, stimolato, conosciuto. Oltretutto, cosa vuol dire tè bianco, dove viene prodotto, come viene prodotto il tè bianco? Insomma le stesse informazioni che cerchiamo quando siamo invitati a cena da amici e vogliamo fare gli sboroni portando una bella bottiglia di Vino.

Sarebbe buona prassi paragonare il tè al vino. Ovvero, che vino è, che vendemmia è, che zona è, è bianco o rosso, e Igp o Doc e cose così.

Di conseguenza, c’e differenza tra comprare un Pai Mu Tan è un  Zheng He Long Mei Bai Mu Dan Raccolto Primavera 2016, magari indicando anche la cultivar? Sono convinto di si e sono anche convinto che vi fa anche molto piacere!   E non parlando della Produzione, delle varie tecniche e dei segreti! 🙂

Per quello che riguarda me, al momento sto lavorando per cercare di inserire nella vendita anche il nome della Factory o del Contadino che produce il tè. Sono produttori che per la stragrande maggioranza ho visitato e/o che a breve visiterò. Sono quasi in partenza, ed il mio obiettivo per i prossimi anni sarà quello di importare esclusivamente in modo diretto (ora solo al 20/30%) tutti i tè non profumati.

Ora, invece, il termine NomenKlatura indica l’elenco delle posizioni o dei lavori di maggiore responsabilità, i cui occupanti dovevano essere approvati dal Partito Comunista dell’Unione Sovietica. Ovviamente tali posizioni erano scelte dai “capi”, in modo di essere circondati spesso, quasi sempre, di persone amiche, fidate, in modo da tutelare i propri interessi e la propria posizione di Dominio. Una cosa sicuramente despotica a livello governativo, una cosa ridicola nei livelli piu bassi ed insignificanti.

Qui da Napoli è tutto, recentemente ho visto una specie di Gong Fu Cha fatto da una tipa vestita da Geisha, che al posto della Yixing o della Gaiwan teneva una Yokode. E dentro la Yokode? Un tè profumato, ovvio. Le Pazzielle in mano alle creature.

 

Lo sapete, ho un negozio di tè, e sono arrivati da poco i raccolti del Darjeeling, li trovate qui.

ciao.

 

 

 

 

 

 

 

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