Pu erh Sheng Bada Shan

Pu erh cake Sheng Bada Shan, Gu Shu 2007 ManMai. Sapore di Yunnan.

…dopo un pò di tempo ho deciso di mettere in vendita alcuni Pu’er BeengCha (Pu erh cake) che comprai nell’ultimo viaggio in Yunnan. Ne approfitto per scriverne un poco qui.

Saranno due o tre, il primo è questo:

Pu erh Sheng Bada Shan, Gu Shu 2007 ManMai

Questa degustazione, come altre, fu fatta con l’amico M. nei pressi di un tea house, o meglio, una cha guan a Jinghong, dopo un tour proprio a Bada Shan, una delle sei famose montagne del tè.

Una cosa che ho imparato, proprio grazie a M., è l’importanza del Giardino di Provenienza. Mentre noi qui in occidente quando parliamo di Pu’er siamo abituati (almeno chi si interessa un pò di più) parliamo prevalentemente di tè proveniente da Grandi fabbriche e/o organizzazioni (kunming factory, Menghai Factory, Six Famous, etcetc) che producono quasi esclusivamente BLEND, molto amati nel Guangdong ed Hong kong, un cinese o intenditore invece è interessato quasi esclusivamente al Giardino di Produzione, a quel raccolto, a quella famiglia di contadini ed in molti casi, addirittura agli alberi (in Nannuo shan ed in altre “foreste” gli alberi sono numerati, per non parlare degli alberi più antichi, i cui raccolti vengono acquistati anche da una sola persona, per cifre incredibili!). All’ingresso di un villaggio nella zona di Hekai, i contadini avevano addirittura organizzato un posto di Blocco/frontiera per evitare che qualcuno importasse foglie da altre aree per rivenderle come tè di hekai… Un’altra cosa che ho imparato, è che quando si degusta tè si parla esclusivamente del tè: Il gusto, l’aspetto, le sensazioni e così via.

Pu erh Sheng Bada Shan

Ok, passiamo a lui.

Da Badashan, dal villaggio di ManMai. Raccolto 2007 da Alberi Antichi. Pu erh cake, o Beeng cha.

Vabbe, è bello. Esternamente è bello, ma questo non vuol dire niente, pero se credete che la carta sia carta di riso, vi sbagliate di grosso. Qui il Perché.

La torta, forte del suo aroma di libro antico, quasi pelle, ma non eccessivamente invasivo. Una volta nel Gaiwan preriscaldato, gli aromi cominciano ad uscire, in modo molto diretto.

Infusioni brevissime, tante. Le foglie bagnate profumano di alloro, quasi canfora. Il Liquore, lasciato decantare leggermente nel bricchetto (o meglio, gong dao bei), sprigiona note floreali di fiori bianchi, miele ed una punta di osmanto. 

Ok, volevo fare un esperimento, fare una piccola scheda secondo la terminologia cinese (che trovate facilmente in rete).

Le dividiamo per “organo”, ovvero: Naso, Bocca e Gola. Eppoi, il Corpo.

Naso

Xiang (Wei/Nong/tian/Qi) è l’aroma, il sapore, la fragranza.. E’ buona abitudine assaggiare le foglie, anche prese fresche dall’albero. E’ probabilmente la prima sensazione che abbiamo quando ci apprestiamo a bere il tè. Ovviamente riguarda anche quello che succede durante l’infusione, già nel momento in cui mettiamo le foglie nel gaiwan preriscaldato abbiamo delle sensazioni organolettiche. E’ buona regola odorare le foglie bagnate durante le varie infusioni.

Tornando al discorso di prima, quello della scelta di un Pu’er da giardino rispetto ad un blend, in questo caso è molto divertente ed interessante notare che le produzioni occidentali di Xishuangbanna (Nannuo, Menghai etc) sono molto diverse rispetto a quelle della parte orientale (Yiwu in primis). Ovviamente parliamo sempre di tè conservati in modo ottimale. Ed ovviamente parliamo di lavorazioni molto empatiche, se artigianali. Qui puoi vedere qualcosa.

Bocca

  • Kou Gan: Traducibile con Sensazioni in Bocca, Mouth Feeling.
  • Il Kou Gan ha tre sensazioni principali: Amarezza, Astringenza e Dolcezza.

L’amarezza si divide in tre sensazioni principali:

  • Ku cha, che in realtà dovrebbe riguardare solo alcuni giardini, come quelli nell’area di Mesong/BulangShan. Riguarda un’amarezza persistente, forte.
  • ku se, l’amarezza dei giovani alberi, amarezza che non diviene dolcezza.
  • Solitamente i Pu’er di Buona qualità hanno dopo una sensazione di amarezza una carica di dolcezza, ed  è la terza sensazione.

Ora, noi in tazza ovviamente possiamo trovare e troveremo probabilmente diverse sensazioni, sensazioni ovviamente sempre soggettive, anche se effettivamente un puerh che tende a diventare velocemente più dolce è considerato “buono” e/o migliore rispetto ad un altro, fermo restando le diverse caratteristiche dei diversi “giardini” (non sono giardini, è per semplificare).

L’astringenza, ovvero la sensazione di avere la lingua ruvida. Più forte e pesante nei te giovani.

Dolcezza, Tian Wei: La dolcezza che dovrebbe restare in bocca dopo aver ingoiato il liquore.

GOLA

Hui Gan: è Utilizzato generalmente per riferirsi al retrogusto di tè , sia esso dolce o meno.

Il CORPO.

In poche parole, quando si beve tè anche il nostro corpo è ovviamente coinvolto, e non da meno è lo spirito. I Cinesi lo chiamano Cha Qi, ovvero la natura del tè. Ma di questo, già abbiamo scritto.

Tornando a questo Pu’er, è un te ottimo. Xiang Wei ottimo, Kou Gan Intenso ed un ottimo Tian Wei. Con queste premesse, ovviamente l’Hai Gan è intenso, forte. Oltretutto il tè è infinito, ha una resa estrema. il liquore è sempre forte, perde poco. Ha un carattere forte, molta foresta e molto vegetale, sottobosco.

Sicuramente è un tè che va provato, anche perché sono solo 357 grammi.

facebooktwittergoogle_plustumblr

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *